Joan Baez fa sognare Milano

Dopo la data di Roma, Joan Baez, la signora del folk, arriva a Milano, al Teatro degli Arcimboldi. Il live, che si tiene giovedì 12 marzo, è molto atteso.

La sala del teatro è piena. Sono tutti qui per vedere e ascoltare la folksinger che mai ha smesso di essere attivista per i diritti civili, anche oggi che ha 74 anni con oltre 50 primavere di musica e impegno sulle spalle.

Ma inizia il concerto. A colpire è la voce: sembra un timbro delicato e allo stesso tempo potente senza nemmeno un piccolo cedimento di intonazione.

Il pubblico fa un salto nel tempo ed è avvolto immediatamente nella stessa atmosfera che Baez cantava con l’allora compagno Bob Dylan. In scaletta troviamo: It’s all over now, Baby BlueBlowin’ in the wind e beh…un boato!

E Joan non solo canta, ma fa riflettere. La musica e le parole sono il filo rosso che legano il suo grido con la speranza di cambiamento. Con Farewell Angelina, Baez emoziona ancora: molti tirano fuori come un oracolo, un vinile che arriva direttamente dal lontano ’65.

E l’omaggio all’Italia arriva con C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rollin Stones e Un mondo d’amore di Gianni Morandi. Altra dedica (tra i bis) italiana, arriva nel finale con The Ballad Of Nick and Bart, la canzone che Baez scrisse per il film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo.

Non manca un ricordo per il collega Pete Seeger, scomparso nel 2014, con Swing Low Sweet Chariot.

Due ore di concerto che sono volate, pubblico entusiasta, musicisti molto bravi – si tratta del percussionista Gabriel Harris e del multistrumentista Dirk Powell – e lei, Joan Baez, ancora regina indiscussa di quel folk che, una volta scuoteva le masse. E oggi?

(Mentelocale – 13/03/2015)

2018-05-11T15:13:52+00:00